Incendio domestico Treviso.
Una nuova tragedia domestica riporta al centro dell’attenzione il tema della prevenzione nelle abitazioni.
Secondo quanto riportato da Tgcom24, nella mattina di martedì 5 maggio 2026, in via Bidoggia a Cessalto, in provincia di Treviso, si è sviluppato un incendio all’interno di un’abitazione occupata da due coniugi. L’uomo è riuscito a mettersi in salvo, mentre la donna è stata trovata priva di vita nel proprio letto, nonostante l’intervento dei Vigili del Fuoco. Le cause dell’incendio sono ancora in corso di accertamento.
Una vicenda dolorosa, che ANPID — Associazione Nazionale Prevenzione Incidenti Domestici — intende commentare con profondo rispetto per la vittima e la sua famiglia, ma anche con la responsabilità di richiamare l’opinione pubblica su un punto fondamentale: molti incidenti domestici non possono essere previsti nel momento esatto in cui accadono, ma possono essere affrontati meglio se la casa è dotata di strumenti minimi di prevenzione e protezione.
Il commento del Presidente nazionale ANPID, Enzo Capobianco
“Ogni tragedia domestica ci colpisce profondamente, perché la casa dovrebbe essere il luogo più sicuro per una persona. Quando però si sviluppa un incendio, soprattutto nelle ore in cui si riposa o si è meno reattivi, pochi minuti possono fare la differenza tra la salvezza e l’esito più drammatico.”
Così interviene Enzo Capobianco, Presidente nazionale ANPID, commentando la notizia dell’incendio avvenuto nel Trevigiano.
“Non possiamo sapere, e non dobbiamo affermare, cosa sia accaduto esattamente in questa abitazione: saranno gli accertamenti delle autorità a chiarirlo. Ma possiamo dire con forza che in ogni casa dovrebbero essere presenti almeno alcuni presidi essenziali: un rilevatore di fumo funzionante, un estintore facilmente accessibile, una coperta antifiamma e una minima conoscenza dei comportamenti da adottare in caso di emergenza.”
Secondo ANPID, il punto non è trasformare le abitazioni in luoghi tecnici o complessi, ma diffondere una cultura semplice, concreta e accessibile della prevenzione domestica.
“Un rilevatore di fumo può avvisare una famiglia nei primissimi momenti dell’incendio, quando il fumo inizia a propagarsi e le persone potrebbero ancora mettersi in salvo. Un estintore, se usato correttamente e solo in condizioni di sicurezza, può aiutare a contenere un principio d’incendio prima che diventi incontrollabile. Questi strumenti non sono dettagli: sono presidi salvavita.”
La prevenzione domestica non è paura, è responsabilità
Gli incendi domestici rappresentano uno dei rischi più sottovalutati nelle abitazioni. Spesso si pensa che possano riguardare solo altre persone, altre case, altre situazioni. In realtà, un corto circuito, un elettrodomestico difettoso, una fiamma libera, una stufa, una candela, un fornello dimenticato o un impianto non controllato possono trasformarsi rapidamente in un’emergenza.
ANPID ricorda che la prevenzione domestica parte da azioni semplici:
- installare rilevatori di fumo nei punti strategici della casa;
- tenere un estintore domestico in posizione visibile e accessibile;
- dotarsi di una coperta antifiamma, soprattutto in cucina;
- controllare periodicamente impianti elettrici, caldaie, canne fumarie e apparecchi a combustione;
- non sovraccaricare prese e multiprese;
- conoscere le vie di uscita e cosa fare in caso di incendio;
- non improvvisare interventi pericolosi quando le fiamme sono già estese o c’è presenza di fumo intenso.
Il tempo è il vero fattore decisivo in un incendio domestico
In caso di incendio in abitazione, il pericolo non è rappresentato soltanto dalle fiamme. Spesso il rischio maggiore arriva dal fumo, che può diffondersi rapidamente negli ambienti, ridurre la visibilità, rendere difficile respirare e compromettere la capacità di orientarsi, soprattutto durante la notte o nelle prime ore del mattino.
Per questo motivo ANPID sottolinea l’importanza di intervenire prima che l’emergenza diventi ingestibile. La presenza di un rilevatore di fumo può rappresentare un primo segnale di allarme, utile ad avvisare tempestivamente le persone presenti in casa. Allo stesso modo, un estintore domestico collocato in un punto facilmente raggiungibile può consentire, nei casi in cui il principio d’incendio sia ancora limitato e le condizioni lo permettano, di contenere la situazione in attesa dei soccorsi.
Non si tratta di sostituirsi ai Vigili del Fuoco, né di esporsi a rischi inutili. Il messaggio di ANPID è diverso: ogni famiglia dovrebbe essere messa nelle condizioni di riconoscere il pericolo, allontanarsi in sicurezza, chiedere aiuto e, solo quando possibile, utilizzare correttamente i presidi presenti in casa.
Serve una nuova cultura della prevenzione nelle abitazioni italiane
Ancora oggi, in molte case italiane, i dispositivi di prevenzione e protezione sono assenti o vengono considerati non prioritari. Si tende spesso a intervenire solo dopo un evento grave, quando invece la prevenzione dovrebbe essere una scelta quotidiana, semplice e accessibile.
ANPID ritiene necessario promuovere una maggiore consapevolezza tra cittadini, famiglie, anziani e caregiver. La prevenzione domestica non deve essere percepita come un obbligo complicato, ma come un gesto di cura verso sé stessi e verso le persone più fragili che vivono nella stessa abitazione.
Un rilevatore di fumo, un estintore, una coperta antifiamma e poche regole di comportamento possono contribuire a creare un ambiente più protetto. Sono strumenti semplici, ma capaci di fare la differenza nei primi istanti di un’emergenza.
Un appello alle famiglie
Alla luce di episodi tragici come quello avvenuto nel Trevigiano, ANPID invita tutte le famiglie a fare una verifica concreta della propria abitazione: ci sono rilevatori di fumo installati? È presente un estintore domestico? Gli impianti sono controllati? Le persone che vivono in casa sanno cosa fare in caso di incendio?
Sono domande semplici, ma fondamentali. La prevenzione comincia proprio da qui: dalla capacità di guardare la propria casa con maggiore attenzione, individuare i rischi e adottare misure pratiche prima che accada qualcosa.
Ogni abitazione dovrebbe avere un piccolo piano di emergenza familiare, soprattutto quando in casa vivono persone anziane, bambini o persone con ridotta mobilità. Sapere chi chiamare, da dove uscire, dove si trova un estintore e come comportarsi in presenza di fumo può fare la differenza nei momenti più delicati.
ANPID: “La casa va protetta prima, non dopo la tragedia”
“Il nostro messaggio — conclude il Presidente Capobianco — non vuole creare allarme, ma consapevolezza. Ogni volta che leggiamo notizie come questa dobbiamo chiederci cosa possiamo fare, oggi, nelle nostre case, per ridurre il rischio. La prevenzione domestica non elimina ogni pericolo, ma aumenta le possibilità di accorgersi prima, reagire meglio e salvarsi. La casa va protetta prima, non dopo la tragedia.”
ANPID esprime vicinanza alla famiglia della vittima e rinnova il proprio impegno nella diffusione della cultura della prevenzione domestica, affinché ogni abitazione possa diventare un luogo più sicuro, più consapevole e più protetto.<
Corso consigliato ANPID: La gestione del rischio incendio nelle abitazioni private
Fonte: TGCom24
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