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Tragedia in garage ad Anagni: 67enne muore mentre usa una mola artigianale

Un uomo di 67 anni muore in un incidente domestico mentre testava un macchinario per affilare coltelli nel garage. L’articolo analizza le cause, i rischi del fai-da-te e i consigli per lavorare in casa in sicurezza.

9 Febbraio 2026

Un incidente improvviso durante un lavoro, muore un uomo nel proprio garage.

Una tragedia ha scosso la comunità di Anagni (provincia di Frosinone): Massimo Salate Santone, 67 anni, è morto nel pomeriggio di giovedì 6 febbraio mentre si trovava nel garage della propria abitazione, nella frazione di Collacciano. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo stava improvvisando un sistema per affilare i coltelli utilizzando una mola artigianale, probabilmente costruita o assemblata da lui stesso. Durante il funzionamento del macchinario, una componente – forse una lama o un pezzo metallico – si è staccata dal meccanismo e lo ha colpito in modo devastante. Alla chiamata dei familiari al numero unico delle emergenze, il personale sanitario del 118 è intervenuto tempestivamente, ma purtroppo per l’uomo non c’è stato nulla da fare. La salma è stata sequestrata per accertamenti.

Il rischio del fai-da-te senza esperienza, muore un uomo

L’episodio di Anagni è un esempio drammatico di come un’attività domestica apparentemente innocua possa trasformarsi in un incidente fatale. Il fai-da-te e la manutenzione casalinga sono parte della vita quotidiana per molti: riparare una ringhiera, montare un mobile, lavorare nel garage o in giardino. Tuttavia, quando si lavora con attrezzature potenzialmente pericolose – come una mola da banco o meccanismi con lame rotanti – il rischio aumenta esponenzialmente, si muore se non si dispone delle competenze tecniche, delle protezioni adeguate o degli strumenti giusti.

La casa è percepita come un luogo sicuro, ma i dati sugli incidenti domestici mostrano che molti infortuni gravi, e persino mortali, accadono proprio durante attività svolte nell’ambiente familiare, senza supervisione professionale.

Perché il fai-da-te può essere pericoloso

Quando si costruiscono o si modificano strumenti artigianalmente, come nel caso della mola di Santone, si introducono variabili non previste: punti di stress strutturale, mancanze di sistemi di sicurezza, vibrazioni impreviste e parti mobili incontrollate. Qualsiasi errore di progettazione o piccolo cedimento può causare il distacco di componenti ad alta velocità, proprio come accaduto, con conseguenze gravi per l’operatore.

Inoltre, molte persone non utilizzano dispositivi di protezione individuale, come occhiali di sicurezza, guanti da lavoro rinforzati e schermi protettivi, e questo amplifica il rischio di lesioni se qualcosa va storto.

I rischi nascosti dei lavori domestici

Incidenti come quello di Anagni mostrano quanto sia facile sottovalutare i pericoli quando ci si trova nella propria casa o nel proprio garage. I rischi non derivano solo dalla natura dell’attività, ma anche da:

* la mancanza di una valutazione preventiva dei pericoli;

* l’assenza di sistemi di sicurezza adeguati sulle attrezzature;

* la convinzione che “tanto ci penso io” sia una garanzia sufficiente;

* l’uso di macchinari non destinati all’uso domestico o non certificati.

Questi elementi rendono molti lavori domestici insidiosi, soprattutto quando eseguiti da una sola persona e senza adeguata protezione.

Come prevenire gli incidenti da attrezzi in casa

La prevenzione è la chiave per evitare che tragedie come quella di Anagni si ripetano. Alcuni accorgimenti fondamentali includono:

Usare solo attrezzature certificate e in buono stato: evitare macchinari improvvisati o modificati artigianalmente;

Affidare i lavori pericolosi a professionisti qualificati, soprattutto quando si tratta di strumenti rotanti o elettrici;

Indossare dispositivi di protezione individuale come occhiali, guanti e protezioni auditive quando si lavora con macchine;

Leggere e seguire sempre le istruzioni del costruttore per ogni attrezzo o strumento;

Mantenere l’area di lavoro ordinata e ben illuminata per ridurre il rischio di inciampi o distrazioni;

Non lavorare da soli in attività rischiose, assicurando la presenza di un’altra persona in caso di emergenza.

L’importanza di una cultura della sicurezza domestica

Incidenti domestici gravi come quello di Anagni non dovrebbero essere percepiti come eventi isolati o casuali, ma come segnali della necessità di una maggiore consapevolezza sui rischi quotidiani. La cultura della sicurezza non riguarda solo gli ambienti di lavoro professionale, ma anche il nostro spazio più intimo: la casa.

ANPID ribadisce l’importanza di informarsi correttamente sui rischi associati a ogni tipo di attrezzatura, di adottare comportamenti prudenziali e di non improvvisarsi esperti in settori che richiedono competenza tecnica. La vita vale più di qualsiasi risparmio ottenuto con un lavoro fai-da-te.

La tragica morte di Massimo Salate Santone ricorda a tutti noi che un attimo di disattenzione o una scelta sbagliata nell’uso di strumenti domestici può avere conseguenze irreversibili.

La prevenzione, l’uso di attrezzature adeguate e l’affidarsi a professionisti quando necessario sono parte essenziale di una casa davvero sicura.