Un parente che ha tentato di soccorrere i familiari è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Cisanello di Pisa, dove è ricoverato in condizioni critiche ma non in pericolo di vita. Anche alcuni operatori intervenuti per prestare soccorso sono stati lievemente intossicati. Le forze dell’ordine hanno sequestrato l’abitazione e l’impianto sospettato di avere causato la fuga di monossido di carbonio, probabilmente riconducibile a un malfunzionamento della caldaia.
Una famiglia integrata nella comunità locale, strappata alla vita da un nemico silenzioso e invisibile.
Come ANPID – Associazione Nazionale Prevenzione Incidenti Domestici, esprimiamo profonda solidarietà e cordoglio per le vittime di questa tragedia.
«Quella di Porcari non è solo una tragedia familiare: è il segnale di un’emergenza nazionale che continuiamo a sottovalutare. La prevenzione domestica oggi non è una scelta, ma una necessità.
Ogni anno in Italia migliaia di persone perdono la vita in casa per cause evitabili. Serve un cambio di passo culturale e politico, simile a quello avvenuto anni fa nei luoghi di lavoro: non solo obblighi e sanzioni, ma azioni concrete di prevenzione attiva, informazione capillare, supporto alle famiglie e strumenti semplici che possano davvero salvare delle vite.
Questa tragedia deve diventare un punto di svolta. Non possiamo più permetterci di intervenire solo dopo.» – il commento del Presidente Nazionale ANPID – Enzo Capobianco.
Questa ennesima perdita gravissima ci richiama con urgenza all’attenzione su un fatto spesso sottovalutato: la mancata prevenzione domestica. Il monossido di carbonio è un gas inodore, incolore e insapore, capace di accumularsi rapidamente e causare danni irreversibili o la morte senza alcun segnale evidente per chi si trova in casa.
Ogni anno in Italia il monossido di carbonio è responsabile di centinaia di vittime e migliaia di ricoveri ospedalieri, con stime che parlano di tra 350 e 600 decessi annuali solo nel nostro Paese, nella maggior parte dei casi verificatisi tra le mura domestiche.
Ma il monossido di carbonio rappresenta solo una delle molteplici cause di incidenti domestici: nel 2025 gli incidenti dentro casa hanno continuato a essere una delle principali cause di morte e di danno grave per migliaia di famiglie italiane, spesso riconducibili a cause prevenibili con interventi semplici e sistematici.
La casa non è più automaticamente un luogo sicuro: può diventarlo solo se adottiamo una cultura diffusa di prevenzione legata alla manutenzione degli impianti, all’installazione di dispositivi di sicurezza e all’informazione capillare tra tutti i cittadini.
Per troppo tempo la prevenzione domestica è stata trascurata nelle politiche pubbliche italiane, considerata un tema secondario rispetto alla sicurezza nei luoghi di lavoro o alla salute pubblica. Chiediamo con forza alle istituzioni nazionali di:
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avviare programmi di prevenzione attivi e non solo obblighi formali o sanzioni, come già avvenuto con successo nella prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro;
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sviluppare campagne educative pubbliche mirate a famiglie, anziani, persone vulnerabili e scuole;
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promuovere misure di controllo e manutenzione obbligatorie degli impianti domestici di combustione (caldaie, stufe, camini) con incentivi per rendere queste pratiche accessibili a tutti;
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sostenere l’installazione diffusa di rilevatori di monossido di carbonio e altri dispositivi di sicurezza domestica come gli estintori domestici.
Rivolgiamo un particolare appello ai Ministri competenti: Ministro della Salute, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (edilizia), Ministro delle Politiche Sociali e Ministro dell’Istruzione, affinché il tema della prevenzione domestica sia inserito con priorità nell’agenda nazionale.
Accogliamo con favore il fatto che i media nazionali e locali abbiano finalmente dedicato ampia attenzione alla terribile vicenda di Porcari, riconoscendo il valore del racconto e dell’informazione sui rischi domestici. Questa visibilità è fondamentale per:
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diffondere consapevolezza;
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stimolare il dibattito pubblico;
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promuovere azioni concrete di prevenzione e protezione nelle abitazioni italiane.
Insieme possiamo trasformare questa tragedia in un momento di svolta, per costruire una cultura della prevenzione domestica che salvi vite e protegga le famiglie.
La perdita della famiglia Kola non può essere una pagina di cronaca isolata: deve diventare un punto di partenza per un cambiamento culturale e istituzionale. La casa deve tornare ad essere un luogo sicuro, protetto da rischi che possono essere prevenuti con informazione, manutenzione, consapevolezza e politiche attive.
ANPID continuerà a promuovere, con determinazione, iniziative di prevenzione domestica per ridurre il numero di incidenti e salvare quante più vite possibile.
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